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Quando si parla di creazione di portali di Stato ad accesso gratuito, si parla esclusivamente di sviluppo della New Economy, non anche di promozione dell'informazione e della cultura. Consideriamo questo fatto estremamente grave, perché la tutela degli interessi commerciali viene anteposta alla tutela dei diritti dei cittadini. A nostro parere, in nome del diritto di accesso, lo Stato dovrebbe offrire a tutti i naviganti la possibilità di informarsi ed aumentare il proprio livello culturale gratuitamente. A tal fine, il Movimento Costozero propone l'introduzione di numeri verdi per l'accesso ai siti istituzionali ed a quelli di informazione e culturali. Non si tratterebbe soltanto di un segno di civiltà, di vivo interesse da parte dello Stato alla diffusione del sapere, della lettura e dell'informazione, ma di un effettivo aumento dei leggenti e delle persone che, indotte dalla gratuità, finirebbero col compiere, nel loro stesso interesse, ciò che forse mai avrebbero pensato di fare: leggere e dunque imparare cose nuove, diventare più consapevoli dei propri diritti, dei propri doveri, ma anche chiedere e dare informazioni, scambiare opinioni... Non ha senso abbattere il digital divide senza abbattere l'ignoranza.
Il canone RAI: la somma che versi ogni anno per un servizio pubblico, che, tra le altre cose, ti offre la possibilità di avere un televisore in casa e di ricevere informazioni in tempo reale. Ma l'informazione RAI esiste anche al di fuori del televisore: su Internet (www.rai.it). Trattandosi di un servizio pubblico, riteniamo che in quei 106 euro di abbonamento possa essere incluso l'accesso gratuito al portale RAI, attraverso un numero verde accompagnato da un codice identificativo dell'abbonato.
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