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Il termine digital divide è, in verità, l'indice di una divisione sociale ben più profonda di quella che definisce: perché dalla parte meno fortunata della barricata, non c'è soltanto lo spazio per un computer, ma ci sono anche la povertà, l'ignoranza e l'emarginazione. Diffondere la conoscenza della tecnologia digitale e dei benefici e malefici che essa è in grado di apportare agli individui, ai gruppi ed alla collettività, costituisce la base di partenza per la realizzazione del modello di Società dell'Informazione che il Movimento Costozero intende promuovere: un'importante occasione, probabilmente irripetibile, per ridurre le sperequazioni sociali ed economiche costituenti l'ossatura del sistema politico e culturale in cui viviamo.
Un giusto impiego della tecnologia digitale:
a) accresce considerevolmente il numero dei canali di comunicazione e di informazione e favorisce l'accesso collettivo ad essi;
b) ottimizza i rapporti sociali, giuridici ed economici tra cittadini, tra cittadini e professionisti/imprese e tra cittadini e istituzioni;
c) incide positivamente sulla quantità, sulla qualità ed sui costi dei servizi pubblici e privati;
d) consente di creare nuove forme occupazionali.
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