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Finanziamento pubblico all'editoria.


[immagine] soldi

Ai sensi della normazione vigente i contributi pubblici erogati all'editoria ammontano a a centinaia miloni di euro. Chi sono i beneficiari di questo denaro pubblico? Le testate organi di partiti e movimenti politici che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una delle camere o rappresentanze nel parlamento europeo o siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute, avendo almeno un rappresentante in un ramo del parlamento italiano; i quotidiani o periodici organi di movimenti politici; i quotidiani editi da cooperative giornalistiche; i quotidiani la cui maggioranza di capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali; i quotidiani editi in regioni di confine; i quotidiani editi e diffusi all'estero; i periodici editi da cooperative di giornalisti; le imprese di periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali non a scopo di lucro ovvero da società la cui maggioranza sia detenuta da coopertive, fondazioni o enti morali...

Attingono a questi cospicui contributi anche le imprese radiofoniche organo di partito politico,le imprese televisive organo di partito politico, giornali che non escono in edicola ma che arrivano per corrispondenza agli iscritti di qualche partito politico; giornali che hanno una tiratura di poche migliaia di copie; gionali che hanno una redazione composta da due o tre gionalisti; giornali che vengono regalati affinché aumenti la tiratura e dunque il contributo dello Stato; giornali che vengono mandati al macero affinché aumenti la spesa per la carta (sprecata) e dunque il contributo dello Stato; giornali che, con parte del denaro pubblico percepito, sovvenzionano quei partiti politici che gli consentono di ricevere quello stesso denaro: questa ampia e paradossale casistica ci spinge a ritenere, senza ombra di dubbio, che i giornali, di privati, dovrebbero vivere grazie al contributo dei privati cittadini che li leggono e non attingendo ad enormi quote di denaro pubblico. A nostro parere, tutti i beneficiari che abbiamo indicato dovrebbero percepire sovvenzioni pubbliche pari a 0 euro.



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